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cooperativa sociale Onlus  - Pescopagano (PZ)

       

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Pescopagano

Pagina foto 1 Pagina foto 2 Pagina foto 3 foto festa patronale parliamo di calcio S. Lorenzo Fabrizio Laviano

 

In questa pagina Vi proponiamo dei dati generali, un pò di storia, con l'evoluzione del numero degli abitanti e le chiese del nostro bel paese.

Infine un ricordo sul terremoto del 23 novembre 1980.

Nelle altre pagine tante foto scattate direttamente da noi e due testimonianze fatte nei lontani anni 20: su Fabrizio Laviano e sulla badia di San Lorenzo in Tufara.

 

Dati generali

 

Comune di Pescopagano

provincia di Potenza (IT)

abitanti: 2145 (m: 1043; F. 1102)

Altitudine slm: ufficialmente 954 m (il mio satellitare misura 989 m. dinnanzi al Comune)

Numero famiglie: 855

Numero abitazioni: 1042

Cap: 85020   

Prefisso telefonico: 0976

codice Istat: 076058

Le festività :

25 marzo: SS. Annunziata

30 giugno: S. Francesco da Paola (santo patrono)

2 luglio: S. Maria delle Grazie

15 settembre: S. Gerardo Maiella

 

Un pò di storia

Il paese, che è situato su una rupe dominante il corso del fiume Ofanto, ha le origini molto antiche.

E' questa la terra dove "gli Dei respinsero i titani che s'erano permessi di voler raggiungere l'Olimpo".

Fu per molto tempo teatro delle guerre sannitiche e delle spedizioni di Pirro. Il territorio, nel 555 d.C., fu occupato dai Goti (Petra Pagana è citata dallo storico Agathia nel "De bello gothorum 536-582 d.C.) e poi dai Longobardi e tra il IX e il X sec. fu attaccato più volte dai Saraceni. A causa loro, gli abitanti di Conza e dei casali vicini si rifugiarono sulla rocca più alta, ideale dal punto di vista strategico: per questo motivo il paese si chiamava "Castrum Petrae Paganae" che vuol dire villaggio sulla rocca fortificata.

Nel Mille i Normanni fondarono, a poca distanza dall'abitato, un'importante abbazia (S. Lorenzo in Tufara)insediata dai Benedettini e poi dai Francescani. Nel 1150 è citata col nome di Pescumpaganum. Sotto gli Angioini fu infeudata a varie famiglie nobiliari.

Nel 1278 il centro fu concesso da Carlo I d'Angiò a Raynaldo de Panzellis Gallico e nel 1331 passò a Filippo Stendardo. Successivamente venne donato da Roberto d'Angiò alla regina Sancia di Maiorca, che a sua volta la donò a Mattia Gesualdo.

Nel 1694 un terremoto fece vittime fra gli abitanti e rovinò buona parte dell'abitato.

Nel 1697 appartenne ai d'Andrea, col titolo di marchesato, fino all'eversione della feudalità. Con la proclamazione della Repubblica Partenopea nel 1799, Pescopagano divenne uno dei 14 cantoni del dipartimento dell'Ofanto.

Nel 1861 il paese fu sconvolto dalle bande dei briganti capeggiati dal Boryes e da Crocco, ma gli abitanti reagirono prontamente costringendo il nemico alla ritirata nei boschi. Per le vie del paese si possono ammirare diversi palazzi di architettura neoclassica, con portali di pietra di grande interesse artistico, come Palazzo Buldo, Palazzo Marchesale, Palazzo Pascale, Palazzo Santoro e Palazzo Tullio.

Particolare è la torre dell'orologio, costruita sull'antica Porta Sibilla, dove in una nicchia vi è il busto in pietra di Giano Bifronte, antica divinità mitologica.

Interessante è l'antichissima chiesa di San Giovanni Battista, sulla cui facciata si nota un'iscrizione che riporta l'anno di costruzione (970).

La chiesa fu restaurata in seguito al terremoto del 1980 e nel suo interno sono conservate tele settecentesche e un quadro del 500 di autore ignoto. Poco lontano dall'abitato è situata la Badia di San Lorenzo in Tufara, gravemente danneggiata da un incendio del XV sec. e successivamente restaurata da Cesare Gesualdo. Anche a pochi Km dall'abitato si trova, sul cocuzzolo di una montagna, il Santuario della Madonna di Montemauro la cui festività si svolge l'ultima domenica di maggio. Pescopagano si trova in provincia di Potenza a 954 m. s.l.m. Paese di poco più di 2100 residenti festeggia il suo Santo Patrono, S. Francesco di Paola, il 30 giugno. Il paese è stato, purtroppo, sconvolto spesso dai terremoti: quello del 1694 con centinaia di morti, quello del 1930 e quello del 1980 che causò 22 morti e centinaia di feriti.

Pescopagano ha dato i natali a Giuseppe Laurenziello, presidente nel 1799 della Municipalità repubblicana di Melfi, al patriota e medico Luca Araneo (1805-1874), al benemerito Giovanni Pinto che lasciò ogni suo avere al Comune attraverso la sua opera Pia,  alle famiglie Laviano e Quaglietta che tanto hanno fatto per il nostro paese.

Attualmente Pescopagano è sede di un corso di laurea specialistica in Fisioterapia dell'Università del Sacro Cuore di Milano - Policlinico Gemelli di Roma

 

Evoluzione del numero degli abitanti:

anno 1277: 250 fuochi (ogni fuoco/nucleo familiare aveva in media 6 componenti);

anno 1532: 765 abitanti;

anno 1561: 1525 abitanti;

anno 1648: 1960 abitanti;

anno 1735: 2600 abitanti;

anno 1803: 4000 abitanti;

anno 1822: 3899 abitanti;

anno 1831: 4009 abitanti;

anno 1843: 3869 abitanti;

anno 1853: 3947 abitanti;

anno 1871: 3877 abitanti;

anno 1881: 3930 abitanti;

anno 1831: 4009 abitanti;

anno 1901: 3901abitanti;

anno 1911: 3701 abitanti;

anno 1921: 4120 abitanti;

anno 1931: 3897abitanti;

anno 1951: 4177 abitanti;

anno 1961: 4020 abitanti;

anno 1971: 3346 abitanti;

 

 

 

Le chiese

Pescopagano disponeva nel passato di numerose chiese e cappelle, tra le quali la chiesa madre di S. Maria Assunta della Serra), distrutta dal terremoto del 1980 e mai ricostruita, che nel 1576 già disponeva di 6 ecclesiastici, compreso l'Arciprete,  nel 1582 costoro sono complessivamente 10 per diventare ben 39 nel 1691. ecco l' altare San Francesco e l' altare Maggiore nella chiesa di Santa Maria.

Altre chiese importanti sono quella di S. Giovanni e dell'Annunziata (le sole attive), mentre nel passato erano in uso anche il Convento di S. Francesco, la chiesa di S. Caterina sita nella piazza di Pescopagano (ctr. Le cronache conzane), la chiesa di S. Leonardo, attualmente ristrutturata ma non adibita al culto, che da sempre si è trovata in pessimo stato, tant'è che nelle "cronache conzane" ci riferiscono che già nel 1600 ..."sta in malissimo stato, che minaccia ruina in tutte le parti".

Di notevole importanza è la badia di S. Lorenzo in Tufara della quale parliamo in altra pagina.

Molto suggestiva è anche il Santuario della Vergine di Montemauro, verso la quale vi è una forte devozione popolare e non solo pescopaganese: sono tantissime le persone che fanno pellegrinaggi a piedi fino al Santuario situato a più di 1.200 msl. in specialmodo nel mese di Maggio da sempre dedicato alla Madonna.

 

23 novembre 1980

 

Ore 19,34 .......la storia non sarà più la stessa.

Si interrompe la linea temporale. Da allora in poi non si parlerà più di periodi, di anni in senso generico, ma di "prima del terremoto?" o "dopo il terremoto?".

Ci si impone una data: quella! 23 novembre 1980! Quasi come la data della nascita del Cristo!

100 secondi di scossa continua, e poi nella notte seguente e nei giorni che venirono, migliaia di altre scosse.

decine di paesi dell'Irpinia e della Basilicata distrutti, centinaia di migliaia di famiglie senza più nè casa nè averi...e migliaia di vite spezzate.

Era una sera calda, ricordo che in casa stavo guardando con i miei nonni e le mie sorelle la partita di calcio tra la Juventus e l'Inter. Ricordo anche che stavo lì lì per uscire....insieme ad un amico avevamo invitato in pizzeria due ragazze...era la prima volta che ci uscivamo insieme...che emozione...

All'improvviso si udì un vento fortissimo, non si ebbe neppure tempo di capire cosa stesse capitando quando tutta la casa, la strada, gli alberi, il mondo intero cominciò a ballare e la terra, come un enorme toro in un rodeo si scosse quasi a voler buttar via dalla propria schiena i nostri antichi paesi.

e la storia non sarà più la stessa.

La cittadinanza attende ancora la ricostruzione della Chiesa madre, che tra alterne vicende e vicissitudini tra le autorità politiche e quelle religiose, non da ancora modo ai fedeli di avere un luogo di culto adeguato.

 terremoto 1980 , ancora terremoto 80 le facce del terremoto

 

 

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Ultimo aggiornamento: 18/07/2013