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Gestione Servizi Sociali (GSS)

cooperativa sociale Onlus  - Pescopagano (PZ)

       

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CODICE ETICO


Federsolidarietà Confcooperative

Codice dei comportamenti imprenditoriali, della qualità cooperativa e della vita associativa

1. INTRODUZIONE

 

Perché una organizzazione politico-sindacale come Confcooperative-Federsolidarietà ha ritenuto necessario richiamare con forza all'attenzione dei cooperatori, della società civile e delle istituzioni pubbliche il problema dell'etica dei comportamenti imprenditoriali delle imprese cooperative sociali?

Apparentemente potrebbe sembrare una iniziativa di difesa: difesa della propria immagine, degli spazi di mercato necessari alla sopravvivenza delle cooperative associate, difesa dalle sempre possibili forme di cooperazione spuria...

Non possiamo certamente negare che anche nell'area dove operano le cooperative sociali, vi siano problemi e pericoli rappresentati da soggetti dalle non chiare e riscontrabili finalità, o che simili realtà possano crescere nel prossimo futuro che sarà certamente caratterizzato da uno sviluppo consistente di tutto il mondo del "not for profit". Tuttavia solo in minima parte l'atteggiamento culturale e politico che ha accompagnato per più di due anni il dibattito e l'elaborazione del documento è stato motivato da ragioni di tipo "difensivo o di autotutela".

Molto più forte e presente, invece, in tutti i dirigenti federali e confederali è stata la consapevolezza e la convinzione che tale scelta rappresentava e rappresenta la naturale manifestazione della maturazione, in senso cooperativo di tutto il sistema delle cooperative sociali e in senso civile e democratico dei cooperatori impegnati in questo settore.

Le ragioni vere, quelle profonde infatti affondano le radici nella consapevolezza che la scelta di essere cooperatori rappresenta un modo, del tutto particolare, per assumerci, prima di tutto come cittadini, la nostra parte di responsabilità sociale per il bene comune. È quindi il "bene comune" ovvero "l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini" lo scopo per il quale è necessaria la cooperazione sociale.

I motivi, allora, che ci hanno spinto a fare questa azione di forte richiamo, prima di tutto verso noi stessi, e di focalizzazione del nostro agire imprenditoriale sono direttamente connessi con le stesse ragioni della esistenza della nostra esperienza cooperativa, della nostra storia che si è continuamente intrecciata, in questi oltre venti anni, con la storia che ha vissuto il nostro Paese.

Storia che ha visto anche momenti di forte crisi, di grandi tensioni, di ingiustizia e di contraddizioni, ma che ha saputo anche generare e rigenerare donne e uomini capaci di non perdere la speranza e la fiducia in un "mondo migliore" che possiamo, anche oggi, passo dopo passo, continuare a costruire.

2. PREMESSA

 

Le cooperative sociali aderenti a Confcooperative:

  1. in attuazione dei dettati confederali e del regolamento confederale di adesione relativi ad una matura ed attiva partecipazione;
  2. facendo tesoro dell'intensa e fruttuosa esperienza associativa sperimentata in questi anni nell'ambito dell'articolazione settoriale confederale (Federsolidarietà);
  3. interessate a garantire un livello sempre più alto di partecipazione e contenuti alla dimensione associativa;
  4. impegnate a rendere l'appartenenza a Confocooperative-Federsolidarietà un elemento distintivo di qualità;
  5. consapevoli delle specificità sociali ed economiche dei settori entro i quali operano;
  6. ritengono di doversi impegnare a realizzare i contenuti del vincolo associativo, con Confcooperative, al fine di caratterizzare e qualificare in misura sempre più significativa l'appartenenza associativa come espressione e garanzia di qualità degli associati e del loro operare.

A tal fine attraverso le deliberazioni dei competenti organismi federali e confederali adottano questo codice di comportamento messo a punto attraverso un diffuso processo di discussione ed elaborazione democratica. Questo lavoro ha portato a distinguere, nell'ambito dei principi generali a cui si è ispirata in questi anni l'azione di Federsolidarietà, due livelli di intensità del vincolo associativo.

Un livello è rappresentato dagli "indirizzi di strategia imprenditoriale" sanciti dalla Federazione secondo le opzioni della maggioranza dei propri soci.

Un diverso livello è rappresentato dai principi per l'identità delle cooperative sociali che rappresentano le condizioni minime ed irrinunciabili per far parte di Confcooperative-Federsolidarietà ai sensi dello Statuto confederale e dei suoi regolamenti di attuazione.

All'interno di tutte le strutture democratiche risulta naturale l'esistenza di posizioni diverse, articolate anche secondo il naturale gioco delle maggioranze e minoranze. Tali diversità di opzioni e comportamenti non mettono in discussione il vincolo associativo, ma attengono al libero e positivo gioco democratico. Costituisce invece elemento irrinunciabile del vincolo associativo, e quindi di appartenenza a Confcooperative-Federsolidarietà, il rispetto da parte delle cooperative associate di condizioni minime di organizzazione interna paritaria, di coerenza tra elementi costitutivi e scopi sociali, di adeguata partecipazione democratica e di trasparenza gestionale, senza le quali viene meno la caratterizzazione stessa di cooperativa.

3. PRINCIPI PER L'IDENTITA' DELLE COOPERATIVE

 

(A) Gestione democratica e partecipata

Sono considerati incompatibili con l'appartenenza associativa regolamenti interni o impegni sottoscritti individualmente o da gruppi di soci, che riducano o limitino la partecipazione democratica, svuotino delle loro competenze gli organi sociali statutariamente ordinati, concentrando in maniera impropria responsabilità e poteri decisionali su singoli organi e soggetti.

Qualora ragioni particolari, o esigenze contingenti, determinino la necessità di derogare dalle linee guida, di cui ai successivi indirizzi di strategia imprenditoriale, è necessario che tutta la base sociale sia pienamente consapevole delle decisioni da assumere e quindi che l'assemblea dei soci adotti tali decisioni mediante processi che garantiscano una effettiva, consapevole partecipazione.

(B) Parità di condizioni tra i soci

Non sono ammissibili decisioni che prevedano, a fronte di avvio di nuove attività, un trattamento economico differenziato in riduzione per i soci lavoratori impiegati in tali attività. Le eventuali minori entrate, conseguenza di iniziative non sufficientemente remunerative, debbono riverberarsi in modo omogeneo su tutta la base sociale.

(C) Trasparenza gestionale

Le cooperative sono tenute ad adottare forme di rendiconto sociale. In particolare al fine di garantire la piena trasparenza delle modalità di distribuzione del valore prodotto debbono indicare nella relazione al bilancio, o nella nota integrativa, i compensi e gli eventuali benefit attribuiti ad amministratori, dirigenti e coordinatori.

Il rispetto effettivo dei principi di cui sopra va verificato ai fini dell'applicazione dell'art. 4 del Regolamento delle adesioni confederale (soglie di accesso e di mantenimento).

4. INDIRIZZI E STRATEGIA IMPRENDITORIALE

 

Sulla base della elaborazione, della esperienza, dei deliberati assunti in questi anni, ed in particolare di quello dell'Assemblea congressuale del 1996, Federsolida-rietà ha deliberato le seguenti linee guida di azione del settore:

(A) Dimensione

E' necessario che le cooperative si orientino alla ricerca di una dimensione compatibile con la possibilità di sviluppare tra i soci effettive e positive relazioni di conoscenza e di collaborazione.

Tale sistema di rapporti, fondato sulla partecipazione attiva e democratica, è da considerarsi come elemento strutturale di qualità per imprese che per loro natura sono chiamate a produrre positive relazioni con persone ed ambiente e quindi debbono avere al proprio interno un tale contesto.

Le naturali esigenze di sviluppo e di crescita di dimensione dovranno essere soddisfatte prioritariamente con modalità, strumenti e strategie coerenti con l'obiettivo preminente della promozione e dello sviluppo di tutte le forme di "cooperazione fra cooperative".

Per corrispondere a tali esigenze andranno quindi preferibilmente utilizzati processi di moltiplicazione cooperativa e di integrazione consortile.

(B) Territorialità

Il legame organico con la comunità locale, volto a valorizzare in chiave solidaristica ed imprenditoriale le potenzialità di cui ogni territorio dispone per fronteggiare i bisogni dei cittadini, in particolare dei più deboli e svantaggiati, comporta la necessità di sviluppare un'azione costante di radicamento, di costruzione di rapporti con i cittadini, con i gruppi sociali e con le istituzioni, finalizzata al "perseguimento della promozione umana e all'integrazione sociale", opzioni queste inconciliabili con una politica volta esclusivamente al solo sviluppo economico e commerciale della cooperativa.

(C) Specializzazione

L'esperienza di oltre 15 anni dimostra imprenditorialmente vincente una strategia aziendale indirizzata a specifiche aree di bisogno, orientata ad acquisire competenze e capacità di gestione complessive rispetto alle esigenze di coloro che fruiscono dell'intervento della cooperativa. Si deve quindi evitare di svolgere mera e indifferenziata prestazione di manodopera a favore delle amministrazioni pubbliche e degli altri soggetti privati committenti.

(D) Valorizzazione generalizzata delle diverse risorse umane che fanno capo alle cooperative

La cooperativa è un ambito organizzativo che punta alla costante crescita delle persone, quale che sia la forma della loro partecipazione all'attività della cooperativa. Per i soci lavoratori risulta ormai inderogabile un riordino legislativo che ne definisca la specifica identità, metta ordine e assicuri le necessarie tutele previdenziali e assicurative e fissi criteri per il loro trattamento economico stabilendone la correlazione con l'attività e la redditività della cooperativa, con la qualità e la quantità del lavoro prestato, con il ccnl stipulato da Federsolidarietà, che deve costituire altresì un punto di riferimento nelle politiche di sviluppo aziendale.

(E) Porta aperta e integrazione societaria di lavoratori retribuiti, volontari , fruitori

In quanto istituzione imprenditoriale e sociale della comunità locale la cooperativa sociale deve puntare a promuovere e valorizzare l'apporto e ad integrare anche nella base sociale i diversi soggetti (lavoratori retribuiti, volontari, fruitori) coinvolti nell'attività della cooperativa.

(F) Collaborazione e integrazione tra cooperative

La cooperazione fra cooperative non costituisce un di più rispetto all'essere cooperativa, bensì uno degli aspetti portanti della sua stessa natura.

E' pertanto impegno prioritario evitare di arrecare danno ad altre cooperative aderendo a logiche di concorrenzialità che pregiudicano la qualità dell'intervento sociale e compromettono la possibilità di un suo ulteriore sviluppo.

Tale impegno va perseguito anche mediante il rafforzamento delle diverse forme di collaborazione operativa e di integrazione consortile nonché con una costante azione orientata alla promozione di nuova cooperazione.

E' questo il terreno sul quale le cooperative sociali sono chiamate a dimostrare con i fatti il superamento di una concezione aziendale egoistica ed autocentrata per assumere la dimensione solidaristica sancita all'art. 1 della legge 381.

5. PROMOZIONE, VIGILANZA E SANZIONI

 

Gli organi di Confcooperative-Federsolidarietà operano a tutti i livelli per promuovere il rafforzamento e la maturazione consapevole dei principi di identità cooperativa e per sostenere l'adozione di adeguate forme di rendiconto sociale.

In tal senso il Consiglio nazionale della Federazione adotterà le opportune e necessarie iniziative di informazione, di formazione, di coordinamento, in rapporto con le cooperative e i cooperatori.

Gli organi di Confcooperative-Federsolidarietà a tutti i livelli promuovono gli indirizzi di strategia imprenditoriale e ne verificano l'attuazione.

Gli organi di Confcooperative-Federsolidarietà a tutti i livelli collaborano con la Confederazione e le sue strutture territoriali (anche con proposte e pareri sia su richiesta sia di iniziativa): per l'esercizio efficace della vigilanza; per il ripristino ove necessario delle soglie di accesso e mantenimento nelle cooperative associate assumendo tutte le opportune iniziative (anche in relazione all'art. 8 del Regolamento delle adesioni); per l'applicazione responsabile e rigorosa delle soglie di accesso e mantenimento e delle regole della vita associativa.

 

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Ultimo aggiornamento: 05/12/2014